La sfida al labirinto

by Antonio on August 17, 2005

Uno strano ordine, originale lega in una frase parole comuni ma che, per il loro accostamento, sono molto più che un passaggio meccanico di informazioni.
Raggruppate in versi o in una fluente prosa queste frasi vibrano al passaggio degli occhi intenti nella lettura.
L’opera si spiega, si srotola sul foglio con la stessa intensità di quando è stata scritta. Ed in quello stato di sublimazione e vaporizzazione inesauribile di fatti, emozioni, personalità, sensazioni, quel testo si conserva.
E’ questa, forse, la letteratura. Continuo evolversi in un Insegnare e un Apprendere agli e dagli uomini come scrive Calvino.
Letteratura come fonte sempre rigogliosa di riferimento e di memoria viva, spunto e percorso di formazione personale che, come tale, non poteva non costituire parte integrante e consistente nella formazione scolastica di ciascuno (lo sarà ancora?).
Già, poiché una letteratura che sia accettata anche e soprattutto come elemento educativo è in grado di insegnare (cito ancora lo scrittore) delle cose di quantità forse trascurabile, ma di ricchezza e unicità insostituibile.
Così nel proporre fatti, pensieri, vite o tratti di esse ormai vissuti, analizza e suggerisce in maniera inimitabile quella mappa del labirinto tanto particolareggiata che sempre Calvino teorizza.
E’, infatti, questo, secondo lo scrittore, una delle due possibilità che questo genere di letteratura, quasi pedagogica, offre.
La letteratura e la passione indescrivibile che talvolta suscita è il mezzo, la mappa per affrontare quel labirinto che è la realtà che ci circonda.
La sfida al Labirinto dall’omonimo saggio. Sfida al labirinto quindi alla realtà labirintica ma… non è forse la vita di ogni individuo?
Il delinearsi del ruolo fondamentale che la letteratura assume, si completa. La guida dell’ambientazione in cui questa sfida ha luogo. Il posto in cui lo sfidante la porta avanti. Non solamente quindi sfida al labirinto, bensì: sfida al labirinto nel labirinto, immersi nella complessità dei suoi intrecci storici, delle sue epoche, dei suoi individualismi e delle sue possibilità.
Quegli individualismi e possibilità tendenti all’infinito, numerosissimi ma mai realmente infiniti poiché combinazioni di elementi finiti.
Questi elementi s’intersecano con le peculiarità di quel labirinto Borghesiano i cui significati gnoseologico-culturali sono particolarmente rilevanti; richiamati da significanti il cui legame con la scrittura, la lettura è innegabile.
Così tra i corridoi della Biblioteca di Babele si sviluppa un altro labirinto che in Borges assume un’illusorietà più marcata.
E in questa situazione così difficile, così ricca di possibilità e di vie d’uscita da individuare, come poter fare a meno di una guida?
Osservare il labirinto dall’esterno o tagliuzzare lettere dai libri della Biblioteca rincollandole per cambiare il proprio passato o, peggio, il proprio futuro non è la meta a cui conviene tendere.
L’obiettivo è quello di affrontare un labirinto tangibile, presente alla luce di categorie o possibilità di lettura e di critica di cui la letteratura è abile ed originale portatrice.
Una capacità critica che dovrebbe accompagnare chiunque da un labirinto ad un altro, da un esagono all’altro di quell’immensa biblioteca che è il vivibile.
La letteratura propone, ben lungi dall’imporla, una dinamica chiave di lettura. Dinamica poiché costantemente in evoluzione. Mette chiunque in grado di contribuire alla sua formazione nello stesso momento in cui da essa si apprende.
Mettendoci così in condizione, dopo la partenza da un percorso segnato, di spaziare, di produrre originalmente, battendo nuove strade nel mettere in risalto collegamenti, percorsi fino a quel momento nascosti o inesistenti in quell’edificio che è la risultante di forze politiche, culturali, religiose e sociali; la realtà che ci circonda.

Leave your comment

Required.

Required. Not published.

If you have one.